Il dolore al collo o cervicalgia è una delle cinque principali cause di dolore cronico in termini di prevalenza e anni persi a causa della disabilità: quasi il 50% delle persone colpite presenta ancora sintomi o recidive più di un anno dopo, con genetica e fattori psicosociali come fattori di rischio principali per la persistenza (Cohen, 2017).
Si stima che il 66% della popolazione ad un certo punto della vita soffrirà di dolore al collo o cervicalgia (Coulter, 2019).
Nel 2007, il dolore al collo è stato il secondo motivo più comune citato dai pazienti per l’uso della medicina complementare e integrativa, preceduto solo dalla lombalgia.
Il dolore al collo o cervicalgia nella maggioranza dei casi non è dovuto a patologia organica e viene definito “non specifico” o “meccanico”(Martin, 2012).
L’anamnesi e l’esame obiettivo possono fornire indizi importanti sul fatto che il dolore sia neuropatico o meccanico o di origine ancora diversa.
Secondo le recenti evidenze scientifiche il trattamento fisico sembra essere utile nei pazienti con dolore al collo.
Nei pazienti con radicolopatia, la chirurgia per la maggior parte delle persone sembra essere più efficace della terapia non chirurgica a breve termine, ma non a lungo termine (Cohen, 2015).
Perché è importante la salute della colonna cervicale?
La colonna cervicale ha un’importanza fondamentale perché ci consente di interagire in armonia con l’ambiente che ci circonda.
Essa permette la mobilità in tutti i piani dello spazio della testa e aiuta a orientare gli organi di senso: naso, occhi, orecchie, bocca. Questi movimenti ci permettono di ascoltare, di osservare, di annusare, di gustare, di rispondere.
La colonna cervicale è composta da sette vertebre (C1-C7).
Le prime due vertebre, l’atlante e l’epistrofeo, consentono la stabilità e la mobilità della testa grazie alla loro particolare configurazione: da sole consentono l’intera rotazione della testa e ne assicurano la stabilità.
Ma il dolore non è sempre e solo correlato alle vertebre poiché il collo è un importante snodo di passaggio per diversi sistemi: quello nervoso (radici cervicali, nervi cranici); quello muscolo-scheletrico con legamenti e muscoli; l’apparato digerente (esofago), respiratorio (trachea), fonatorio (corde vocali e non solo) e circolatorio.
Il dolore al collo o cervicalgia può quindi avere origini diverse: contrazione muscolare, infiammazione dei tendini, problemi legamentosi, dischi erniati, etc. e i più svariati sintomi: dolore dietro al collo, rigidità nucale, ridotto range di movimento del collo, mal di testa, emicrania, affaticamento degli occhi, irradiazione o formicolio al braccio o alla mano, vertigini, senso di nausea.
L’osteopatia e il dolore al collo
Considerando l’individuo nel suo insieme l’osteopata cerca le interazioni che hanno portato alla patologia e comprendendo questi legami di causa ed effetto, è in grado di agire con tecniche manuali.
Il lavoro dell’osteopata determina innanzitutto la causa della cervicalgia.
A seguito di una dettagliata anamnesi, sceglierà le tecniche da utilizzare in base all’età, alla storia medica, in base alle circostanze dell’inizio del dolore, la sua natura traumatica o meno, la sua cronicità, i risultati dei test eseguiti durante la visita e l’esito degli esami strumentali effettuati.
L’osteopata presterà attenzione a ripristinare il movimento di tutte le strutture colpite dal modello disfunzionale che ha causato il dolore.
Potrebbe essere necessario lavorare localmente oppure più distante a livello del cranio, dell’intera colonna vertebrale e/o su alcuni visceri.
Nella fattispecie nella cervicalgia sono molteplici le tensioni a distanza che possono agire negativamente.
Lo stress in particolare gioca un ruolo importante nell’aspetto di queste tensioni, specialmente a livello di mascella – perno posturale – e di diaframma.
Il diaframma è uno snodo cruciale e strategico per il corpo. Separa il torace dall’addome, formando un grande muscolo che usiamo per respirare.
Questo muscolo è soggetto a tensioni di tipo viscerale, muscolo-scheletrico ed emotivo.
Il diaframma è innervato dal nervo frenico che è in stretta relazione con i muscoli cervicali. Questo nervo sorge nella regione cervicale (C3-C5) e poi scende nel diaframma garantendo una corretta respirazione. Un diaframma in disfunzione disturba la mobilità del rachide cervicale andando ad influenzare anche tutto il comparto muscolare cervicale.
Tipi di dolore al collo o cervicalgia
Dolore al collo posturale: È dovuto al mantenimento di una postura non corretta, come per esempio quando si lavora al pc con lo schermo mal posizionato rispetto agli occhi. In questo caso, la muscolatura del collo interviene costantemente e in modo prolungato per mantenere la testa flessa in avanti.
Dolore al collo di tipo meccanico: L’osteoartrite ad esempio provoca una riduzione della mobilità all’interno delle articolazioni interessate. Le sollecitazioni meccaniche di solito assorbite da tutta la colonna vertebrale vengono applicate in modo insolito su queste vertebre ipomobili che vanno in sofferenza.
Dolore al collo oculare: Un problema di vista può causare dolore al collo: i piccoli muscoli che consentono i movimenti della testa e che seguono quelli dei occhi sono inseriti sulla cervicale. Quando la vista scende, il corpo si adatta, usiamo di più questi muscoli e mettiamo più forza a carico degli occhi per compensare provocando tensioni al collo che a lungo andare provocano il dolore.
Dolore al collo mandibolare: La mascella è strettamente legata ai muscoli cervicali dai muscoli che consentono l’apertura e la chiusura della bocca. Se questi muscoli sono sotto tensione inappropriata, può verificarsi dolore al collo.
Dolore al collo uditivo: Una riduzione dell’udito comporta la regolazione della posizione della testa per avvicinarsi alla sorgente sonora. Le vertebre e tutti gli elementi che le circondano (legamenti, muscoli, nervi) subiscono quindi stress insoliti e causano dolore.
Dolore al collo viscerale: Davanti alle vertebre cervicali ci sono elementi viscerali come esofago, faringe, laringe, ecc. Esistono mezzi di fissità per mantenere in posizione questi organi e garantire un buon piano di scorrimento tra i vari tessuti che proteggono questi visceri. Le aderenze possono apparire a seguito di un fenomeno infiammatorio come per esempio la faringite o la tracheite e creare quindi una diminuzione della mobilità delle strutture circostanti. Il dolore cervicale può quindi apparire a seguito di un fenomeno infiammatorio in quest’area. Ma non solo, visceri a distanza possono influenzare il lavoro del diaframma e quindi, per i collegamenti sopra citati, colpire il buon funzionamento del comparto cervicale.
Dolore al collo neurovegetativo: Quando c’è uno squilibrio neurovegetativo nel corpo, lo stress può causare forti tensioni nell’area del collo e causare dolore.
Dolore al collo traumatico: A seguito di un incidente stradale o per traumi di diversa natura possono anche verificarsi lesioni non visibili dagli esami effettuati ma possono essere presenti delle lesioni a carico delle strutture profonde, come ad esempio la dura madre. L’osteopata è in grado di rilevare queste tensioni profonde e sarà in grado di alleviare il dolore.
Tuttavia, esistono altre cause come un’origine infiammatoria, infettiva o vascolare: l’osteopata è in grado di riconoscere i segni corrispondenti a patologie di cui non è in grado di prendersi cura e potrà quindi reindirizzare il paziente al professionista competente.
Paola Gottardo – Osteopata a Padova
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