Spieghiamo perché è importante effettuare la preparazione al parto dall’osteopata!
La diade feto-materna è sintonizzata per garantire che sia la madre che il feto siano preparati fisicamente, psicologicamente, neuro-ormonalmente e al massimo della prontezza biologica per l’inizio del travaglio e, di conseguenza, per un travaglio, un parto, una nascita e un post partum/ post nascita che possano essere ottimali (Hundley et al., 2020)
La gravidanza è una condizione fisiologica unica. Essa induce grandi cambiamenti che coinvolgono, tra gli altri, il peso della donna, la sua postura, la lassità legamentosa. I livelli di relaxina, progesterone ed estradiolo aumentano durante la gravidanza andando a modificare la struttura dei legamenti consentendo all’articolazione pelvica di diventare più flessibile. Durante la gravidanza, i cambiamenti ormonali interessano in generale il collagene dei tessuti connettivi e quindi i legamenti e i tendini. Questa lassità influisce sull’articolazione pelvica e sulle risposte della colonna vertebrale al carico meccanico favorendo le disfunzioni pelviche e l’insorgenza di dolore in questa regione del corpo (Cherni et al., 2019)
Le osservazioni riguardanti le articolazioni pelviche e della colonna vertebrale condotte in diversi studi, sono quindi estendibili alle articolazioni del corpo umano in generale. Una maggiore lassità può essere correlato a vari disturbi muscolo scheletrici e all’aumento del dolore in varie articolazioni del corpo durante parte o tutta la gravidanza (Bermas, 2017).
Interazioni durante il parto
La nascita umana risulta da meccanismi complessi che coinvolgono più aspetti: un corpo in movimento che è il feto, degli ostacoli al passaggio (passaggi ossei del bacino e tessuti molli – cervice uterina, muscoli, legamenti) ed infine un motore, costituito dalle contrazioni uterine e dalle spinte della mamma (Cherni et al., 2019). Durante il parto si verificano continue interazioni meccaniche e biologiche tra questi diversi componenti che culminano nella nascita. I vincoli meccanici durante il parto dipendono dai diametri fetali di fronte a ciascun ostacolo.
Le teorie di Faraboeuf pubblicate all’inizio del XX secolo propongono che i fenomeni di nutazione e contronutazione che avvengono a livello di bacino (cioè di flessione ed estensione) accentuati, rispettivamente, da iperflessione e iperestensione delle cosce possono influire in modo significativo sulle dimensioni pelviche. Aspasia, ostetrica e moglie di Pericle, più di due millenni fa affermava che la posizione delle gambe, delle cosce e la curvatura della colonna lombare, influiscono sulla meccanica ostetrica. Questi ragionamenti seppur datati confermano che già da allora il parto poteva avvenire con il giusto equilibrio tra contrazione dell’utero, asse di impegno, feto discendente e diametri pelvici. Posizione della donna e corretta architettura del bacino consentono il parto vaginale senza difficoltà anche nei casi in cui sembravano necessari cesarei (Desseauve, 2017).
Perché è utile la preparazione al parto dall’osteopata?
I cambiamenti posturali che caratterizzano la gravidanza, in combinazione con un controllo neuromuscolare inefficiente, possono contribuire allo sviluppo di disfunzioni articolari, legamentose e miofasciali (Franke et al., 2017) nel corpo della donna. È evidente che affinchè il parto possa svolgersi al meglio, tutto deve funzionare nel migliore dei modi. Ma soprattutto non è detto che il corpo riesca a porre in atto tutti i compensi attuati fino a quel momento.
In accordo con il principio osteopatico secondo il quale il corpo si autoregola e si auto-guarisce, l’applicazione del trattamento osteopatico può migliorare la funzione fisiologica, che può alleviare le disfunzioni somatiche e migliorare la qualità della vita delle donne incinte (Kuchera et al, 1994).
Alcuni esempi concreti dalla letteratura osteopatica:
Secondo Lavelle (2012) le donne incinte sperimentano ampi cambiamenti fisiologici e strutturali durante la gravidanza. Ipotizza che l’aggiunta del trattamento osteopatico alla cura standard delle donne in gravidanza aumenti l’omeostasi e la qualità della vita man mano che il corpo si adatta a questi cambiamenti. In particolare l’osteopatia può alleviare il dolore nelle donne in gravidanza eliminando la disfunzione somatica e mantenendo una struttura adeguata.
Inoltre, attraverso la connessione viscerosomatica, è possibile controllare i cambiamenti emodinamici del corpo materno, ridurre la durata del travaglio ed evitare le complicazioni del travaglio: Se il trattamento osteopatico viene applicato dall’inizio della gravidanza fino al parto, questi cambiamenti possono essere controllati per continuare a fornire benefici al feto ma anche essere sfruttati per evitare danni al corpo della mamma (Lavelle, 2012).
Uno studio ha dimostrato una diminuzione della durata del travaglio nelle donne in gravidanza che hanno ricevuto il trattamento osteopatico (meno di 10 ore per le primipare, 6 ore e 20 per le pluripare) rispetto alle donne incinte che non l’hanno ricevuto (più di 21 ore per le primipare; 11 ore e 41 per le pluripare), (Whiting et al., 1911).
Un altro studio ha invece dimostrato che il trattamento osteopatico in pazienti in gravidanza ha ridotto significativamente la probabilità di meconio nel liquido amniotico, parti operativi e la probabilità di parto pretermine (King et al., 2003) così come il dolore alla schiena durante il travaglio (Diakow et al., 1991).
Cosa cambia nel corpo della mamma?
Spesso un parto difficile è influenzato dalla condizione del corpo della mamma al momento del parto stesso, dal punto di vista meccanico e posturale e quindi dal buon posizionamento di anche, bacino, sacro, coccige, pube, utero e dei muscoli e legamenti che li collegano.
L’osteopatia può aiutare la mamma ad avere un parto che avvenga nei tempi tollerati. Dà libertà alle strutture che non sono in grado di muoversi correttamente per traumi pregressi, posture sbagliate, fattori che nel tempo si sono trascurati.
A causa della crescita del feto e con esso dell’utero, durante la gravidanza il centro di gravità della mamma si sposta in avanti e si verifica una nutazione del sacro.
I muscoli paraspinali si accorciano posteriormente e sono sbilanciati da un eccessivo allungamento dei muscoli addominali anteriori.
Prima del parto il bimbo nella pancia della mamma comincia a scendere e ad impegnarsi nel bacino. In questa fase è importante che le ultime vertebre lombari e la prima sacrale siano in grado di muoversi. Non devono esserci disfunzioni pregresse così da permettere alla parte alta del bacino di ampliarsi.
Comuni problematiche strutturali.
L’orientamento pelvico può modificare la mobilità delle articolazioni tra sacro e ileo. Induce effetti sull’orientamento della testa femorale e quindi sulla rotazione delle anche.
Il Sacro deve perciò poter andare in nutazione e contronutazione (flessione ed estensione, cioè potersi inchinare verso l’avanti e verso il dietro). Ricordiamo che è direttamente collegato all’utero attraverso i legamenti utero sacrali e pertanto un sacro in disfunzione influisce su questi legamenti e sull’asse uterino.
La fascia toraco lombare, le vertebre lombari così come le prime sacrali devono essere libere da restrizioni che andrebbero a condizionare la mobilità di sacro, coccige, utero e non solo.
Il coccige deve poter estendersi con facilità. In questo modo può garantire il massimo diametro antero-posteriore dello stretto inferiore, restrizione che invece può ostacolare l’espulsione del feto.
Contrazioni efficaci
Affinchè le contrazioni partano e siano efficaci, anche l’utero deve essere libero da restrizioni e ben posizionato nel suo asse. Altrimenti è difficile che il collo dell’utero possa dilatarsi! Queste condizioni sono influenzate da elementi vicini (il già citato sacro, il pavimento pelvico, gli altri elementi ossei, etc.) ma anche lontani dall’utero stesso, come tensioni diaframmatiche o a livello di organi addominali, tensioni a livello vertebrale, legamentoso o muscolare.
La tensione diaframmatica può essere prodotta da una specifica disfunzione somatica ma anche da trazioni fasciali o torsioni nella giunzione toracolombare. Pensiamo ad esempio ai muscoli ileopsoas che fungono da amaca durante la crescita uterina e che pertanto se retratti possono causare rotazioni uterine. Sono come una cinghia di trasmissione che collegano la giunzione toracolombare, le vertebre lombari, il bacino, l’anca, l’intestino e i reni.
È fondamentale che tutti i legamenti che sostengono l’utero abbiano la libertà di muoversi.Tra questi il legamento rotondo (tensioni a questo livello possono causare pubalgia) sacro uterino, legamento lungo o sospensore dell’utero, legamento largo, sacro spinoso, sacro tuberoso.
La corretta mobilità della sinfisi pubica è un altro elemento che garantisce gli aumenti della cavità pelvica. Inoltre influenza importanti legamenti che vanno all’utero e ne determinano la corretta posizione per l’efficacia delle contrazioni.
Le anche devono essere ben posizionate! Nel parto hanno un ruolo fondamentale sia a livello meccanico che pressorio. Permettono il movimento delle ossa iliache e hanno rapporto diretto con la membrana otturatoria che regola le pressioni della cavità endopelvica. Ricordiamo che durante la gravidanza variano le pressioni addominali perché aumentano le dimensioni dell’utero (da 8 cm a 40 cm).
Durante la fase espulsiva le tensioni devono essere ben ripartite.
L’osso sacro e il coccige devono fare spazio. I muscoli si mettono in tensione e favoriscono la discesa del bambino.
Il muscolo piriforme che origina dall’osso sacro, completa la chiusura del bacino posteriore. Esso forma il canale del parto insieme al pavimento pelvico e all’elevatore dell’ano. Alcune fibre del muscolo piriforme comunicano con il legamento ano-coccigeo che porta dal coccige all’ano. Il legamento sacro-uterino ha la sua origine sul sacro così come il piriforme. Ecco perché la disfunzione di questo importante muscolo influenza la posizione del sacro. Il muscolo piriforme influenza quindi la meccanica dell’intero bacino e può causare una catena di lesioni all’utero e alla cervice.
Queste sono solo alcune delle considerazioni che spiegano perchè è utile la preparazione al parto dall’osteopata. Si capisce quanto sia importante che a livello posturale e strutturale il corpo della mamma riesca a lavorare al meglio delle proprie capacità. L’osteopata in questo senso con l’aiuto di test specifici può indagare la presenza delle disfunzioni. Attraverso tecniche dolci può intervenire per eliminarle e dare alle strutture del corpo la mobilità richiesta dal travaglio di parto.
